Precisione e bellezza di una moneta d'oro che non si può tosare
Il Luigi d'oro, una moneta d'oro nata nel 1640. La sua forma perfettamente circolare e il suo ritratto artistico avevano lo scopo di contrastare la pratica di rubare l'oro. Ripercorriamo la precisione, la bellezza e il retroscena della creazione di ricchezza racchiusi in una singola moneta.

Iniziamo con una singola moneta d'oro: il Luigi d'oro, creato in Francia nel 1640 e intitolato al re Luigi XIII. Tenendola in mano, si nota la sua forma perfettamente circolare. Questa forma, uniforme fino al bordo, aveva una ragione impellente: proteggere la credibilità della valuta.
La battaglia contro le dita che tosano i bordi
In passato, le vecchie monete coniate a martello avevano una forma irregolare e bordi mal definiti. Ciò portò alla pratica incessante del 'rognage', un furto che consisteva nel raschiare via gradualmente il metallo dai bordi.
La pressa a vite, introdotta alla Zecca di Parigi dall'incisore Jean Varin di Liegi, risolse questo problema con tre meccanismi. Primo, una forma perfettamente circolare e un peso uniforme. Se anche solo una piccola parte fosse stata tosata, sarebbe stata immediatamente evidente come un difetto. Secondo, una fila di piccole perle coniate lungo il bordo. La tosatura avrebbe rimosso queste perle, rivelando la manomissione. Terzo, l'incisione sul bordo stesso.
Mentre il koban Keichō del Giappone indicava la sua finezza con dei punzoni, la Francia cercò di prevenire le manomissioni attraverso la precisione meccanica. Erano risposte diverse allo stesso problema di credibilità.
Da strumento a scultura
Protagonista di questa riforma non fu solo la precisione, ma anche la bellezza. Sotto la riforma monetaria guidata dal Sovrintendente alle Finanze, Bullion, Varin incise i conî for il Luigi d'oro e per l'Écu blanc d'argento.
Il profilo di Luigi XIII da lui inciso possedeva una raffinatezza artistica mai vista nelle monete precedenti. Nelle mani di Varin, la moneta — un tempo mero strumento per le tasse e i fondi di guerra — si trasformò in una scultura che elogiava il re. In seguito fu trattato come un artista, annoverato nell'Accademia Reale, pur essendo un artigiano che incideva conî.
All'ombra della moneta d'oro splendente
La moneta d'oro, che non poteva essere tosata né contraffatta, divenne infine lo standard del paese. Nel 1672, quando Varin divenne l'unico maestro delle macchine di coniazione, la resistenza novantennale alla coniazione a macchina ebbe fine. Dunque, da dove proveniva l'oro per queste monete da 22 carati?
Nell'epoca in cui nacque il Luigi d'oro, un certo cardinale stava accumulando immense ricchezze. Si trattava di Mazarino, che morì il 9 marzo 1661. Il suo patrimonio ammontava a circa 35 milioni di livre, considerata la più grande fortuna privata del XVII secolo.
Nello stesso periodo, il liard, una moneta di rame nelle mani dei poveri, veniva svalutato. Nel 1658, il suo valore nominale fu ridotto da tre denari a un solo denaro nell'arco di circa un mese, riducendosi a un terzo del suo valore precedente.
Il sovrintendente processato
La ricchezza del cardinale non fu mai giudicata, ma ci fu un uomo che fu costretto a recitare la parte dello sconfitto: il Sovrintendente alle Finanze Fouquet. La sua fortuna era lievitata a 19,5 milioni di livre, ma si dice che dietro a ciò avesse debiti per 16 milioni di livre.
Il 5 settembre 1661, il moschettiere d'Artagnan arrestò Fouquet. Il processo si concluse con una condanna all'esilio, ma il re usò il suo potere di grazia per commutare la pena nella più severa reclusione a vita.
Il sistema di prestiti anticipati sopravvisse sotto un nome diverso e iniziò il governo personale del Re Sole.
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