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Bloemenspeculatie in Nederland. De Tulpomanie van 1636-'37 en de Hyacintenhandel van 1720-'36

Ernst Heinrich Krelage — DBNL (Biblioteca Digitale della Letteratura Olandese).

Affermazioni Supportate da Questa Fonte

  1. La prima menzione coeva del commercio del vento (windhandel) è del 1633 (Velius, 'Chronyk der stad Hoorn', 1648). I partecipanti erano cittadini di Haarlem, Utrecht, Amsterdam, Leida, Gouda, Hoorn, Enkhuizen, Alkmaar, Rotterdam e Vianen, con pochissimi coltivatori professionisti (pp. 41–43).
  2. Da circa dicembre 1634, i bulbi venivano prezzati a peso (aas; 1 g = 20 azen) e le varietà comuni erano vendute a libbre o in lotti da 1.000 azen. La vendita in lotti da 1.000 azen o a libbre rese possibile vendere bulbi che non si possedevano (pp. 47–48).
  3. Registri notarili (estratti da Posthumus): Gouda per 1 aas: 30 stuiver il 1634-12-01, 2 fiorini 2 stuiver nell'inverno 1635/36, 3 fiorini 15 stuiver nel 1636-05 (pp. 49–50). 1 libbra di Switsers: ƒ120 il 1637-01-15 (offerta rifiutata), ƒ385 il 01-23, ƒ1,400 il 02-01, ƒ1,500 il 02-02, ƒ1,100 il 02-09 (pp. 51–52).
  4. La postfazione (Naereden) al primo dialogo descrive una tecnica che consisteva nel fare incetta di un bene durante una riunione per poi emettere ordini di acquisto per farne salire il prezzo tra i soci, affermando che un articolo del valore da 1 a 2 fiorini raggiunse i 100 (p. 50).
  5. All'epoca esistevano circa 500 varietà. Si conoscono 18 libri sui tulipani (tulpenboeken), 16 dei quali risalgono al periodo del “commercio del vento” e contengono circa 450 illustrazioni. Il titolo del libro di P. Cos indica un'asta ad Haarlem nel 1637, ma non si ha notizia di tale asta, e i prezzi aggiunti provengono dall'asta di Alkmaar del 1637-02-05 (pp. 55–57, 59–60).
  6. Le contrattazioni si svolgevano in riunioni nelle taverne (college/comparitie) due o tre volte a settimana, di notte, con due metodi di vendita: 'con le lavagne' (met de borden) e 'nel cerchietto' (in het ootje). L'acquirente pagava il 'denaro per il vino' (wijnkoop) di mezzo stuiver per fiorino, fino a un massimo di 3 fiorini, che veniva speso in cibo e bevande. Né il segretario né l'arbitro verificavano se il venditore possedesse i bulbi (pp. 70–73).
  7. I tre pamphlet 'Samen-spraeck tusschen Waermondt ende Gaergoedt', pubblicati a febbraio–marzo, marzo–aprile e maggio 1637, sono le migliori fonti coeve. Gaergoedt, un tessitore diventato fiorista, afferma di aver guadagnato ƒ60.000 in quattro mesi, ma di aver ricevuto solo 'biglietti scritti a mano dalla gente' (pp. 73–74).
  8. Il crollo avvenne martedì 3 febbraio 1637. Secondo la testimonianza oculare nel primo dialogo, in una taverna, una libbra di Kronen o Zwitsers fu venduta successivamente con un premio per ƒ1.250, ƒ1.100 e ƒ1.000, ma il giorno dopo le contrattazioni si fermarono e 'tutti si guardarono in faccia' (p. 80).
  9. Due giorni dopo, il 5 febbraio 1637, si tenne ad Alkmaar un'asta per gli orfani del defunto Wouter Bartelmiesz. Winckel (proprietario della vecchia sala del tiro a segno), che raggiunse un prezzo record di ƒ90.000 per circa 70 bulbi, 27 lotti da 1.000 azen e merce a peso (pondgoed). Il listino dei prezzi fu stampato e distribuito (pp. 80–81, fonte 41).
  10. 1637-02-07: A Utrecht, 36 fioristi scelgono dei rappresentanti. 02-24: Ad Amsterdam, i rappresentanti di 10 città stipulano un accordo davanti al notaio P. Barchman: le compravendite fino al 1636-11-30 devono essere onorate; i contratti successivi possono essere annullati nel mese di marzo se l'acquirente paga al venditore il 10% del prezzo. I rappresentanti di Amsterdam non firmano e l'accordo non è vincolante (pp. 81, 83–84).
  11. Il 1637-03-07, la città di Haarlem decise di ritirare e vietare la vendita di documenti e canzoni satiriche e, lo stesso giorno, raccomandò l'annullamento di tutte le transazioni successive all'ultima piantagione (ottobre 1636). In seguito alle petizioni di varie città, gli Stati d'Olanda consultarono il tribunale provinciale. Il 04-25, il tribunale rispose: "Informazioni insufficienti. Le autorità cittadine dovrebbero far riconciliare le parti. Nel frattempo, i coltivatori possono, previa notifica, trattenere o vendere i bulbi a rischio e pericolo dell'acquirente, e tutti i contratti sono sospesi". Gli Stati d'Olanda deliberarono in tal senso il 04-27 (pp. 85–86, 93–94).
  12. Secondo Stammler (1928), i tribunali inizialmente si rifiutarono di accettare le numerose controversie sorte dopo il 3 febbraio, considerandole contratti di gioco d'azzardo nulli secondo il diritto romano. Gli accordi tra le parti venivano spesso raggiunti per il 5% o il 10% del prezzo (pp. 95–96).
  13. La città di Haarlem istituì una sorta di moratoria il 01-05-1637, proibendo ai notai di redigere protesti, istituì una commissione di cinque persone (che si riuniva due volte a settimana) nel gennaio 1638 e, il 28-05-1638, rese vincolante il suo arbitrato e fissò una penale di annullamento fissa al 3½% del prezzo contrattuale (il venditore teneva i bulbi). Questo fu l'ultimo documento pubblico riguardante il commercio del vento (pp. 96–97).
  14. Ci furono perdite e delusioni, ma non si verificò un crollo finanziario generale né in città né nella provincia. Una vendita di bulbi per ƒ11.700 (in 3 rate) fu conclusa con atto notarile il 17-03-1637, a dimostrazione che i bulbi non erano diventati privi di valore dopo il crollo. L'affermazione di Wirth (1858) secondo cui 'la ripresa richiese molti anni' è priva di fondamento (pp. 97–99, 101–102).
  15. La cronaca di Wassenaer: nel 1623, un bulbo di Semper Augustus fu venduto per ƒ1.000 e un'offerta di ƒ12.000 per 10 bulbi fu rifiutata. Nel 1624, l'unica dozzina disponibile fu venduta a ƒ1.200 per bulbo. Nel 1625, il proprietario rifiutò offerte di ƒ2.000 e ƒ3.000 (pp. 32–33).
  16. L'elenco di beni '2 last di grano, 4 last di segale, 4 buoi grassi... per un totale di ƒ2.500, con una nave ƒ3.000' era un esempio fornito nel pamphlet del 1636 'Clare ontdeckingh' per illustrare l'entità del prezzo di un bulbo, e non una transazione reale. Successivamente, i narratori lo diffusero come una transazione per un Viceroi. Il Semper Augustus appare raramente nei registri delle transazioni (pp. 67–68).
  17. Il pittore Jan van Goyen effettuò un acquisto il 27-01-1637 e il 04-02, promettendo di consegnare bulbi per un valore di circa ƒ900 e due dipinti. Non aveva ancora finito di pagare nel 1641 e morì in bancarotta (p.66).
  18. L'aneddoto del "bulbo scambiato per una cipolla e mangiato" ha origine da un esempio classico del 1570 circa (la storia di un mercante di Anversa raccontata da Clusius) e non è un evento del 1637 (pp.17, 118).
  19. In Germania, fu oggetto di trattati economici e giuridici di Beckmann ("Geschichte der Erfindungen", 1780), Wirth ("Geschichte der Handelscrisen", 1858) e Stammler (1928), mentre in Francia divenne il soggetto di opere creative come "Il tulipano nero" di Dumas (1850) (p.113).

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