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L'estimation du nombre originel de coins: en augmentant l'échantillon…(François de Callataÿ, Acta Numismàtica 21–23 (1991–1993, Essays in honour of L. Villaronga), pp. 31–48)
François de Callataÿ (copia: Institut d'Estudis Catalans, revistes.iec.cat)
Affermazioni Supportate da Questa Fonte
- p. 31: Simboli — n = numero di esemplari nel campione, d = numero di conî di dritto contati nel campione, D = numero originale di conî stimato statisticamente. A seconda del metodo, sono necessari anche N1 (numero di conî noti da un singolo esemplare) e N2 (numero di conî noti da due esemplari).
- p. 32: I metodi sono chiamati con i nomi dei loro inventori (Brown, Carcassonne, Carter, Esty, Good, Guilbaud, Lyon, MacGovern, Malkmus, Mora Màs, Müller, Schroeck). Solo i denari di Crepusius hanno conî di rovescio numerati, l'unico caso in cui Carter ha potuto confrontare la stima statistica con la realtà.
- p. 33: Le simulazioni al computer di Esty del 1986 favoriscono il metodo di Good. Dopo il 1986, gli articoli sulla stima del numero originale di conî sono diminuiti drasticamente. Tra i ricercatori quantitativi, vengono utilizzati principalmente due metodi: quello di Carter e quello di Good (rivisto da Esty). La formula di Carter è diventata la più popolare per la sua facilità d'uso.
- p. 34: Il metodo di Carter stima il numero originale di conî, includendo sia quelli usati a lungo sia quelli rottisi rapidamente. Il metodo di Good stima la 'copertura' (coverage), ovvero quale proporzione della produzione totale è rappresentata dai conî che appaiono nel campione. Quest'ultimo può di fatto ignorare i conî che sono stati usati solo per poco tempo.
- pp. 34–35: La quarta prova in questo articolo, che esamina la stabilità dei risultati del metodo aumentando la dimensione del campione per la stessa monetazione (10, 20, 30, 40 monete...).
- p. 35 (Tabella): Tetradrammi di Mitridate — Campione del 1988: n=505, d=156, n/d=3.24, N1=56, N2=27 → D/Carter=175.4 (167.8<D<183.7) · D/Good=192.9. Campione del 1992: n=544, d=156, n/d=3.49, N1=61 → D/Carter=175.7 · D/Good=188.6.
- pp. 46–47: Quando n/d supera 6, D/Good è oltre il 97% di D/Carter; per 3–6, è il 90–97%; per 2–2.5, il 70–89%; per 1.25–1.5, il 60–72%. Quando n/d è inferiore a 2, il metodo di Good dovrebbe essere usato con cautela. Quando supera 3, la differenza è trascurabile.
- p. 47: L'intervallo di confidenza di Carter è troppo piccolo rispetto all'incertezza, dando un falso senso di precisione (è un'illusione fissare il limite superiore di D a 125.1 per un campione di 10 monete con 9 conî di dritto). L'intervallo del 95% di Esty è più cauto, ma il suo limite inferiore può talvolta scendere al di sotto del numero di conî contati (il che è impossibile).
- p. 48 (Conclusione): Tutti i metodi statistici sottostimano il numero originale di conî, D, perché sottovalutano i conî usati solo per breve tempo. Se l'obiettivo è D, non c'è motivo di scartare il metodo di Carter; se l'obiettivo è il volume di produzione, il metodo di Good/Esty è il più interessante. Il valore di n/d influenza non solo la precisione relativa ma anche il valore assoluto, quindi si dovrebbero confrontare campioni con valori di n/d simili.
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