Denaro tornese di biglione (conio scadente)
1295–1303 ・ biglione ・ XIII secolo ・ Filippo IV (il Bello)
Filippo IV ricavò le spese enormi delle guerre di Fiandra e di Guienna dalla moneta stessa. La riconiazione (mutation), che prendeva il margine dall'abbassamento di titolo e peso, divenne la sua entrata maggiore, e la svalutazione del 1296–99 superò la spesa bellica di quegli stessi anni. Questa è la prova materiale di quell'avvilimento: una moneta di lega con l'argento abbassato e metallo vile mescolato, che pesa solo 0,383 grammi. Per il diritto del tempo era una legittima facoltà del re, eppure il poeta Dante, nel Paradiso della Commedia, lo chiamò falsatore di moneta. Lecito e insieme tradimento: questo solo pezzo porta quella doppiezza.
Diametro 14mm