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Histoire du Système des finances sous la minorité de Louis XV, pendant les années 1719 et 1720
Barthélemy Marmont du Hautchamp (La Haye: Pierre de Hondt, 1739) — Scansione da Google Books (Internet Archive)
Affermazioni Supportate da Questa Fonte
- Pièce IV: Le lettere patenti del Re del 2 maggio 1716 concessero a Law e alla sua compagnia il privilegio di istituire una "Banque générale" (Banca Generale), e il decreto del Consiglio di Stato nella Pièce V ordinò che le banconote della banca istituita con le lettere patenti del 2 e 20 maggio dello stesso anno fossero accettate in pagamento di tutte le tasse e imposte come il contante, e pagate da contabili e appaltatori delle imposte senza sconto (Table des pièces).
- Pièce VI: Le "lettere patenti in forma di editto" dell'agosto 1717 istituirono una società commerciale con il nome di "Compagnie d'Occident" (Compagnia d'Occidente) (Table des pièces).
- Pièce XIX: Editto emesso a Parigi nel maggio 1719, che unì la Compagnia delle Indie Orientali e la Compagnia della Cina nella Compagnia d'Occidente (inizio del testo, pp. 191–).
- Pièce LXXXI (decreto del Consiglio di Stato del 21 maggio 1720): Il preambolo cita lo stato disastroso del regno prima della creazione della banca e della compagnia, il decreto del 5 marzo (intercambiabilità di azioni e banconote) e la dichiarazione dell'11 marzo (svalutazione del numerario), e afferma che, poiché la svalutazione del numerario provoca un calo dei prezzi e delle fortune, anche le azioni e le banconote dovrebbero essere ridotte. Articolo 1: Le azioni della Compagnia delle Indie sono ridotte dalla data di pubblicazione a 8.000 lire, poi a 7.500 il 1° luglio, 7.000 il 1° agosto, 6.500 il 1° settembre, 6.000 il 1° ottobre, 5.500 il 1° novembre e 5.000 il 1° dicembre. Articolo 2: Le banconote da 10.000 lire devono essere accettate a 8.000 dalla data di pubblicazione, poi ridotte mensilmente per essere fissate a 5.000 il 1° dicembre (banconote da 1.000, 100 e 10 lire nella stessa proporzione). Articolo 3: Fino al 1° gennaio 1721, le banconote devono essere accettate al loro valore nominale pre-riduzione presso gli uffici di riscossione delle imposte e i magazzini del sale (pp. 95–101).
- Pièce LXXXII (27 maggio 1720): Affermando che la riduzione delle banconote con il decreto del 21 aveva, contrariamente alle intenzioni, causato uno scompiglio generale nel commercio, fu decretato che le banconote avrebbero continuato a circolare allo stesso valore di prima del decreto del 21, e il decreto del 21 fu revocato (pp. 102–103).
- Pièce LXXXIII (1° giugno 1720): Dopo aver citato il decreto del 28 gennaio (perquisizioni domiciliari) e il decreto del 27 febbraio (divieto di detenere più di 500 lire in numerario, con una multa di 10.000 lire), fu decretato che chiunque potesse detenere tanto numerario quanto desiderasse (pp. 103–104).
- Pièce LXXXIV (2 giugno 1720): Coloro che avevano ricevuto pagamenti in banconote secondo la riduzione del 21 furono obbligati, in conformità con la revoca del 27, a restituire la differenza con il valore pre-riduzione (pp. 105–106).
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